
Le linee di intervento che vengono individuate sono:
1. una nuova modalità di lavoro in sinergia tra pastorali e forze laicali;:
2. l’evangelizzazione dei giovani disoccupati o in situazione irregolare di lavoro;:
3. la formazione delle coscienze e della mentalità per una nuova concezione del lavoro;:
4. i gesti concreti di solidarietà e i rapporti di reciprocità tra le Chiese.:
Il progetto Policoro ha dato ampio spazio al momento formativo per diffondere una nuova mentalità di fronte al lavoro, una mentalità non solo guidata dai nuovi scenari mondiali e dalle nuove congiunture, ma anche ispirata ai valori umani e cristiani della responsabilità personale, della solidarietà e della cooperazione. Si constata, inoltre, come confermano gli stessi giovani, che nessuno da molti anni parla loro di lavoro, di cooperazione, stimolandoli a darsi da fare in modo positivo di fronte alla disoccupazione. La Chiesa non è chiamata a fare impresa in prima persona, ma ad offrire appoggi e sostegni perché possano crescere quei segni di speranza che testimoniano che la rassegnazione e lo scoraggiamento possono essere vinti. Non si tratta di chiedere la soluzione dei problemi alle regioni dove c'è più lavoro (ma dove sovente sono anche presenti sacche di disoccupazione e di marginalità sociale), né di realizzare forme di sostegno a senso unico, ma di costruire una rete di reciprocità che permetta di realizzare la comunicazione e lo scambio di doni tra le Chiese, la cooperazione tra il Nord e il Sud d'Italia, "in modo che la comunione ecclesiale sia fermento di solidarietà sociale e di unità nazionale". Dal 2004 anche la nostra diocesi è partita con tale progetto, a cui abbiamo dato il titolo di “Le luci di Paolo – illuminati, illuminiamo”, perché sia segno per noi giovani di una nuova ventata di speranza nella nostra amata terra. Avendo la necessità di conoscere meglio il nostro “luogo di lavoro” diocesano, interdiocesano e provinciale, per poter operare con più impegno e soprattutto per dare continuità alle attività che si svolgeranno, il programma è stato strutturato in tre punti ed organizzato in tre momenti, prevedendo anche collaborazioni con istituzioni ed enti locali
CONOSCERE IL TERRITORIO PER FARE “RETE”
Censimento : dei Servizi sociali dei Comuni, delle Associazioni di volontariato, delle cooperative esistenti, del Terzo settore in genere.
FORMARSI PER OPERARE
Approfondimenti su : cooperazione e solidarietà, orientamento professionale, formazione e lavoro, università:
COMUNICARE PER EVANGELIZZARE
Attività di sportello del Centro servizi, Incontri - dibattito su tematiche giovanili, di formazione, di orientamento e di impegno sociale, Diffusione della cultura della cooperazione ed evangelizzazione
Nel 2005, in collaborazione con la Caritas, si sono organizzati incontri-dibattito su temi prettamente sociali, per coinvolgere i referenti del nostro territorio e incominciare a fare “rete”, anelando ad una maggior cooperazione. Le tematiche, trattate tutte da esperti di Caritas Italiana, sono state svolte con un nutrito calendario.
 | Il 19 febbraio “LE POLITICHE SOCIALI E GLI ENTI LOCALI” con il Dott. MARCO TOTI (nella foto con il Vescovo S.E. Mons. Farina, il Direttore Don Alfonso De Balsi, il Vicedirettore Annamaria Gregorio e l’Animatrice di Comunità Carolina Maturi) il cui invito era rivolto particolarmente ai Sindaci e agli Amministratori local |
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| Il 4 marzo “FINANZA ETICA E CONSUMO CRITICO” con il Dott. PAOLO NICOLETTI (in foto con il Vescovo, il vicedirettore, l'AdC Carolina Maturi e il volontario Andrea Petrazzuoli), invito rivolto soprattutto alle banche, ai commercialisti e all’associazione per il commercio equo. |  |
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 | L’11 marzo “VOLONTARIATO: VALORI PORTANTI E NUOVE FRONTIERE” con il Dott. GIANCARLO CURSI (nella foto) alle associazioni del territorio. |
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| Il 4 giugno “UN DOLORE DISABITATO”con la Dott.ssa CINZIA NEGLIA (foto) del Coordinamento Nazionale Salute Mentale di Caritas Italiana, che ha presentato l’omonimo testo ai medici e ai referenti del dipartimento di salute mentale locale. |  |
Dal 2005 al 2007 la prima animatrice è stata Carolina Maturi, di Alvignano, ora rimasta come collaboratrice dell'Ufficio diocesano; la seconda Loredana Civitillo, di Piedimonte Matese, collaboratrice della Pastorale Giovanile; la terza, ancora in corso, Sabina Mattiello, di Raviscanina.
Negli utlimi anni si è rafforzata la "rete" con il territorio, avendo effettuato protocolli di intesa con il Centro per l'Impiego, il Centro di Orientamento Professionale della Regione Campania, l'Associazione Cooperatori Salesiani, per dare maggiore visibilità al Progetto e offrire più luoghi di informazione ai giovani della nostra diocesi.
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